venerdì 26 luglio 2013

SISTRI, PROBABILE APPLICAZIONE SOLO PER I RIFIUTI PERICOLOSI

Dopo gli scandali dei mesi scorsi a causa degli eccessivi costi di realizzazione sembra essere stata posta la parola fine al sistema di tracciabilità SISTRI.
In una nota dell'Ansa l'attuale Ministro per lo sviluppo economico ha dichiarato che in riferimento al sistema SISTRI si è probabilmente trattato di un caso di "Gold Plating estendendo l'obbligo a tutti i rifiuti e non solo a quelli pericolosi", andando quindi oltre alle indicazioni della stessa direttiva europea in tema di tracciabilità dei rifiuti.
''Ci sono 300 mila mezzi che ogni giorno si muovono per smaltire rifiuti in Italia - spiega Zanonato - e questa revisione permetterà 1 miliardo di risparmio all'anno", conclude il Ministro.


Fonte:

- Ansa, 25 luglio 2013

martedì 23 luglio 2013

RECYCLING INTERNATIONAL WASTE

An extract of three interviews with the most important recycling opinion leaders.

1. Francis Veys, Director General of the Bureau of International Recycling (BIR)

Francis Veys
Question: What lessons have been learned during the last 15 years?
Answer: We need to professionalise the sector even more, to produce an ever better quality of material, and to have experts within our businesses who understand international and supranational regulations. In addition, recycling companies have learned that they must always look for new markets - not only for niche markets in terms of commodities but also for new markets. 

Q: And to what extent have views on recycling changed among legislators?
A: There is still very little understanding of what the recycling industry is or does. Their focus goes from collection to reuse - but they forget all about the people in between, the recycling industry, even though we are the main link in the chain.

2. Robin Wiener, President at Institute of Scrap Recycling Industries (ISRI)

Robin Wiener
Question: What has been the most negative development?
Answer: Between the severe drop in commodity prices and the wave of cancelled contracts, the industry suffered tremendous losses from which it is still recovering. A side-effect of the global recession was the re-emergence of protectionist efforts as a means of controlling the supply and price of scrap commodities for domestic consumers. 

Q: What has been the most fundamental change to recycling structures over this 15-yera period?
A: While scrap recycling has long been a global industry, the extent of global trade has increased dramatically over the last 15 yers-both in terms of the volume of scrap traded and the number of players engaged in international trade. The result has been that scrap is far less dependent on local supplies and markets than even before, but is much more vulnerable to world economic conditions.

3. Janez Potocnik, European Commissioner for the Environment

Janez Patocnik

Question: What is the EU's stance on material leaving Europe?
Answer: Preventing the leakage of raw materials embedded in our waste is definitely something we need to look at. A more efficient recycling industry would help. From the point of view of waste shipments, if illegal shipments are to able to be effectively prevented, we need adequate controls in all member state. 

giovedì 11 luglio 2013

INIZIATIVA DI SENSIBILIZZAZIONE DEL CARPI

La filiera del riciclo della plastica torna in campo per sensibilizzare il cittadino sul valore economico di questa nuova attività produttiva.
Sabato 13 luglio dalle ore 10,00 i rappresentanti del Consorzio Autonomo dei riciclatori di plastica italiani saranno presenti con una loro area espositiva presso la sorgente dell’Acqua Santa di Roma - Acqua Egeria, in via dell’Almone, 11 a Roma. L’iniziativa di comarketing, creata assieme alla nota fonte di acqua minerale romana, si pone come obiettivo quello di far conoscere al cittadino il ciclo di raccolta e recupero dei rifiuti di plastica generati dal consumo dell’acqua minerale.
Acqua Santa di Roma e Consorzio CARPI collaborano da alcuni mesi per una virtuosa gestione dei rifiuti di imballaggio generati durante le fasi di imballo dei prodotti della fonte. Questi, nella maggior parte dei casi preforme di bottiglie e altri imballaggi flessibili, vengono gestiti direttamente da aziende private, consorziate a CARPI, in grado di andare a generare un sistema virtuoso di gestione di questi rifiuti che esula dall’oneroso sistema comunale.
Lo staff del Consorzio Autonomo rimarrà a disposizione del pubblico durante l’intero arco della giornata di sabato con un proprio desk interattivo fino alla chiusura della fonte programmata per le ore 18.00.

lunedì 8 luglio 2013

E' FINITO IL TEMPO DELLE ILLUSIONI


Non ci sarà più bisogno di differenziare la plastica mista dal resto dei rifiuti. D'ora in avanti andrà conferita nello stesso contenitore dell'indifferenziato. "I motivi sono principalmente economici e legate al sistema di riciclo, spiega Daniele Zulliger, capo dell’Ufficio cantonale della gestione dei rifiuti. Nella Svizzera italiana, infatti, c’è solo la ditta Puricelli di Riva San Vitale che ricicla esclusivamente alcuni tipi di plastiche. Nessuno però è in grado di smaltire e riciclare la plastica mista”. 

Dopo Sementina, ora anche Cugnasco-Gerra inverte la rotta nella differenziata. Nella stessa settimana anche l'Associazione dei Comni Virtuosi aveva sottolineato le criticità della differenziata per alcune tipologie di materiale.

La beffa - In realtà fino a qualche tempo fa il compito di separare e riciclare le plastiche se lo era assunto un’azienda di San Vittore. “Ditta che è fallita dopo pochi anni – sottolinea Zulliger –. E così tutti quei Comuni (in totale circa 25) che nel frattempo, proprio sull’onda dell’entusiasmo, avevano deciso di introdurre la raccolta differenziata della plastica mista, si sono ritrovati senza più un partner che la ricevesse e la trattasse”.     

Controsenso - In altre parole, i Comuni che continuano a proporre la raccolta differenziata della plastica mista stanno portando avanti un’idea utopica. Poco utile visto che la plastica finisce, come il resto dei rifiuti non riciclabili, al termovalorizzatore di Giubiasco. “Il nostro consiglio – dice Zulliger – è quello di non illudere più i cittadini e quindi di fare interrompere la raccolta differenziata della plastica mista. Anche perché così si ridurrebbero i costi a carico dei Comuni. Per la raccolta differenziata della plastica mista, infatti, bisogna avere un contenitore apposito e, inoltre, deve passare un altro camion, diverso da quello che raccoglie il resto dei rifiuti”.   

Autonomia comunale - La decisione su come agire in materia spetta comunque ai singoli Comuni. “Il Cantone indica ai Comuni, tramite il regolamento cantonale di applicazione all’Ordinanza tecnica sui rifiuti, quali sono le raccolte separate obbligatorie e quali invece quelle facoltative. Alcuni Comuni, nonostante la consapevolezza che la plastica mista non viene più riciclata, vanno avanti comunque con questa prassi perché ormai la popolazione è abituata così e perché in questo modo si aiutano i cittadini a riempire meno in fretta i sacchi della spazzatura, su cui spesso grava la famosa tassa”.

giovedì 4 luglio 2013

QUANTA PLASTICA SI RICICLA IN ITALIA?

Tornano le recensioni sul "Il Riciclo della Plastica", il libro bianco scritto dal Consorzio CARPI e pubblicato da Franco Angeli. 
Ne è un esempio il piacevole articolo uscito su Ambienti&Ambiente del 4 luglio 2013 di cui vi indichiamo il link. 
Buona lettura e ricordatevi che la plastica non è poi così male come pensano di farci credere!

venerdì 28 giugno 2013

RACCOLTA DIFFERENZIATA, TROPPO CARA ANCHE PER I COMUNI

L'Accordo quadro tra l'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) e il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) , secondo l'Associazione dei Comuni Virtuosi, deve essere rivisto al rialzo. 
Secondo il dossier "Analisi dei risultati ottenuti dal sistema Conai e proposte di modifica dell'accordo" realizzato dalla stessa Associazione, i comuni italiani vertono in una situazione di grave crisi economica e finanziaria causata da un lato dei continui trasferimenti dallo stato e regioni, dall'altro dagli obiettivi correttamente sempre più ambiziosi dell'UE che comportano un livello superiore di investimenti e costi per incrementare i quantitativi di rifiuti da riciclare. Questi servizi hanno evidenziato dei costi importante che, se non compensati da adeguati corrispettivi per vendita di imballaggi, rischiano di ricadere nelle bollette di famiglie e imprese.

Attualmente, in Italia, per ogni imballaggio prodotto e immesso nel mercato viene pagato un contributo ambientale CONAI che dovrebbe essere trasferito ai comuni quando l'imballaggio, passsando per la raccolta differenziata, viene riconsegnato ai consorzi per la messa all'asta. 

Purtroppo delle centinaira di milioni di euro all'anno che vengono incassati dal Sistema Nazionale, sempre secondo il dossier dell'Associazione Comuni Virtuosi, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano della selezione dei rifiuti per la definizione della categoria da mettere all'asta. 
Nel 2011 i Comuni avrebbero beneficiato di circa 297 milioni di euro sui 813 milioni di euro incassati dal Sistema CONAI, ossia il 37%. Il resto (circa 2/3) viene trattenuto dai Consorzi per il loro funzionamento e le proprie attività istituzionali. In questo caso va fatto un paragone con il sistema francese in cui gli introiti totali del Consorzio la percentuale girata agli enti locali per rimborsare i costi della raccolta differenziata è pari al 92%, ovvero circa il 70% degli effettivi costi di raccolta sostenuti dalle amministrazioni locali. 
Nel resto d'Europa i contributi versati dalle imprese sono di gran lunga superiori per quasi tutte le tipologie di  materiali per imballaggio e vanno a coprire anche i costi di preselezione. 

L'Associazione dei Comuni Virtuosi, attraverso il suo documento, ha elaborato delle proposte che noi riassumiamo come segue:

1. Contributo Ambientale Conai: innalzamento del contributo che attualmente è quattro volte inferiore rispetto agli altri Paesi europei per far fronte all'incremento dei costi di gestione della raccolta differenziata. L'innalzamento del contributo dovrebbe riguardare solo gli imballaggi non riciclabili. L'aumento del Contributo deve però comportare maggior destinazione delle risorse generate al raccolta differenziata e non ai costi di gestione del CONAI. 

2. Modalità di verifica della qualità del materiale conferito: è necessario che la fase di valutazione qualitativa del rifiuti conferito dei Comuni sia effettuata da un ente terzo in grado di garantire le parti.

3. Eliminare qualsiasi contributo del CONAI destinato all'incenerimento nel rispetto della gerarchia europea sui rifiuti.  

mercoledì 19 giugno 2013

PLASTICS MANUFACTURING TO "MIGRATE BACK" TO UK?

Recycled polymers could help stimulate a return to plastic product manufacturing in the UK. Keith Freegard, director of Salford-based Axion Polymers, asserts that changing attitudes towards sustainability and rising costs for Far Eastern producers will present interesting market opportunities for British businesses.
Branded producers and retailers in the UK have recognised the need to offer customers sustainable products using recycled raw materials from the nation's "well-developed plastics recycling chain", adds Freegard.
Though they have "traditionally struggled to compete against the manufacturing might of Asian producers", he forecasts that this may change by "tapping into the UK's proven plastics recycling infrastructure".
Freegard foresees a "growing trend" for some of the manufacturing activity to "migrate back" to the UK. Now importers are confronted with rising labour prices, higher electricity costs and excessive custom transfers. He adds that this development would result in shorter supply chains and reduced lead times, as well as simpler stock management.