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lunedì 17 giugno 2013

LIFE: per creare lvoro e competenze

Il progetto "use and re-use" di CPR Cooperativa e "Sun Eagle", della Seconda Università degli studi di Napoli sono gli unici due progetti italiani menzionati ed inseriti all'interno della nuova pubblicazione della Commissione Europea intitolata "LIFE, creating green jobs and skills". 
La pubblicazione ha descritto i principali progetti co-finanziati dal progetto europeo LIFE+ ed è raggiungibile cliccando qui.
Il progetto della società che gestisce CPR system riguarda la realizzazione di imballaggi di plastica green, completamente riutilizzabili, riciclabili, a sponde abbattibili e in grado di consentire un risparmio garantito.


Alcuni prodotti di CPR System

Il progetto SUNEAGLE prevede tre ambiti d'intervento nei quali si integrano, accanto alle azioni di preparazione, di monitoraggio e di comunicazione, azioni di tipo dimostrativo e azioni innovative.


Il logo istituzionale Sun Eagle

mercoledì 29 maggio 2013

PARTE LA PRODUZIONE DEL PRIMO IPHONE DI PLASTICA

Anche Apple cerca di limitare i costi di produzione dei propri prodotti facendo partire il primo esperimento di Iphone con scocca interamente in plastica. La fonte è il sito giapponese Macotakara che afferma di aver saputo dalle proprie fonti la produzione di un nuovo esemplare Apple. 


Sempre secondo il sito giapponese il nuovo Iphone sarà prodotto in più colorazioni ad eccezione della scocca nera. Dal mese prossimo la compagnia statunitense farà partire i primi test su strada per circa un migliaio di esemplari.
La sostituzione dell'alluminio con la plastica consentirebbe notevoli risparmi in termini energetici ed ambientali, ma sarà la stessa cosa?

mercoledì 6 marzo 2013

IL CONSORZIO DEI RICICLATORI DI PLASTICA PRESENTA IL LIBRO BIANCO SUL RICICLO DELLA PLASTICA


Venerdì 15 marzo alle ore 10.30 sarà presentato presso il Circolo della Stampa in Corso Venezia a Milano, il libro bianco "Il Riciclo della Plastica", interamente dedicato al riciclo indipendente dei rifiuti di plastica

Per la prima volta verranno messe a disposizione della stampa e al pubblico dominio dati autentici riguardanti la filiera del riciclo dei rifiuti speciali da superficie privata che rappresentano più del 50% del totale di rifiuti generati in Italia ogni anno
L'obiettivo dello studio è stato quello di riuscire a quantificare attraverso dati certi il reale impatto economico della filiera italiana del riciclo indipendente della plasticaUna filiera produttiva,questache consente al sistema nazionale il raggiungimento degli obiettivi comunitari di ricicloNonostante la cruciale importanza dell'intero settore esso non è molto conosciuto dall'opinione pubblica. I motivi che riportano questo gap informativo sono dovuti principalmente alla tipologia di rifiuti riciclati che nella maggior parte dei casi infatti si tratta di rifiuti di natura industrialeagricola o commerciale. La poca "vicinanzadi questi rifiuti al cittadino comune porta a pensare alla gestione dei rifiuti nella semplice raccolta differenziata chericordiamoè solo la prima fase del processo di riciclo
Ricordiamo che non tutto quello che viene raccolto e differenziato viene poi riciclato

Questi i temi che saranno trattati dagli autori del libro bianco "Il Riciclo della Plastica", il Prof. Mattia Caidell'università di Padova e Gian Domenico Savioresponsabile dell'ufficio studi del Consorzio CARPI.

lunedì 21 maggio 2012

ECONOMIA AMBIENTALE O TUTELA AMBIENTALE?


Il riciclo della plastica costituisce una risorsa economica per il nostro Paese: lo ha sostenuto il Consorzio CARPI a Terra Futura.


Quando si pensa al riciclo della plastica, la maggior parte delle persone pensa esclusivamente ai rifiuti urbani, ossia quelli provenienti dalle nostre case. In realtà, buona parte sono di provenienza industriale, più facilmente individuabili e per questo riciclabili all’interno di un sistema produttivo a basso impatto ambientale, che può contribuire anche alla crescita economica del Paese. Sono questi alcuni dei temi che sono stati affrontati nel corso del convegno “La storia, il valore e le opportunità del riciclo della plastica in Italia”, promosso dal Consorzio CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia) e tenutosi lo scorso 25 maggio a Firenze in occasione di Terra Futura.

Nell’ambito delle iniziative culturali del Consorzio volto a sensibilizzare la cittadinanza alle tematiche ambientali, e per costruire un’economia più sostenibile ed equa, il convegno è stato aperto da Alessandro Stocco di CARPI, che ha ripercorso la storia del riciclo della plastica in Italia: partendo dagli anni ’60, che hanno visto la nascita dei primi processi di riciclo degli scarti di produzione, passando dagli anni ’70, in cui gli impianti di riciclo si sono evoluti , riciclando i rifiuti generati dai manufatti a fine vita, fino agli impianti tecnologicamente innovativi dei nostri giorni.

Si è passati successivamente a un’analisi del panorama attuale del settore, che in Europa coinvolge circa 50.000 aziende, 1.500.00 posti di lavoro e un giro d’affari di 180 miliardi di euro (fonte PlasticsEurope). A livello Italia, secondo dati COREPLA, nel 2011 sono stati immessi 2.000.000 di tonnellate di imballaggi in plastica, di cui circa il 63% proveniente dal circuito domestico e circa il 37% dal circuito C&I (Commercio e Industria). In questo contesto, insieme a COREPLA, il Consorzio CARPI, con le sue attuali 30 aziende, raccoglie e ricicla il 50% della plastica derivante dagli imballaggi terziari, contribuendo in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari di riciclo. Più precisamente, in Italia si raccolgono e si recuperano circa 710mila tonnellate di plastica di cui 355mila derivano da raccolta urbana e domestica, di competenza di COREPLA. Le restanti 355mila sono di competenza del circuito indipendente e di questa quota CARPI raccoglie e ricicla circa 200mila tonnellate.

Nella sua relazione, Paolo Glerean, membro in carica del Management Comitee di EuPR (l’associazione europea che rappresenta a livello istituzionale a Bruxelles tutti i riciclatori di plastica), ha sottolineato invece come oggi il cittadino abbia compreso l’importanza di una gestione dei suoi rifiuti che, fino a poco tempo fa, lui stesso considerava un problema. L’avvento della crisi economica ha ribaltato però questa situazione. Dal momento che il cittadino considera i rifiuti come una risorsa, e non più un problema, questi vorrebbe poterli trattare come un bene economico. Sempre secondo Glerean, “sarà questo il passaggio che l’Europa dovrà riconoscere e gestire anche a livello legislativo in quanto, attualmente, le normative vigenti considerano i rifiuti un problema da risolvere”. Questa tendenza deve invece gradualmente mutare, rendendo il singolo cittadino consapevole di quali siano gli imballaggi facilmente riciclabili e facendolo diventare il reale e primo protagonista della gestione dei propri rifiuti.